Torre Orizzontale - Milano | image courtesy of AF517 | photo ©Ernesta Caviola

La Torre Orizzontale – Nuove strutture direzionali di FieraMilano

Rho, Milano (IT)

© Autore: Arch. Francesco De Fazio

Le nuove strutture direzionali (“La Torre Orizzontale”) di Fiera Milano a Rho, progettate dallo studio 5+1AA (ora Atelier(s) Alfonso Femia), s’inseriscono in un contesto d’insieme, quello dell’area del Nord-Ovest di Milano, destinato a fungere da stimolo allo sviluppo ed al mutamento architettonico di una parte importante della città lombarda.

L’edificio della Torre Orizzontale è stato sviluppato in tre anni e realizzato in sedici mesi. Si articola seguendo indirizzi del tutto inaspettati: dal basamento, rialzato rispetto al piano della strada, al giardino verticale che incornicia il quadro delle nuove strutture.

La proposta progettale racchiude la duplice volontà di unione e divisione di due edifici. Questi corrono lungo linee che si toccano si allontanano, rispecchiando pienamente l’obiettivo razionale che si pone alla base dell’opera, ovvero creare un’unica location per alcune delle società del Gruppo Fiera Milano, prima dislocate in sedi differenti.

Tra città e territorio, un nuovo edifico per la Fiera di Milano

L’area sulla quale sorge il nuovo edificio della Torre Orizzontale fa parte del complesso di Fiera Milano a Rho, sorta nell’area bonificata della ex raffineria Agip. Essa si trova lungo il cosiddetto “asse del Sempione”, vasto ambito paesistico e territoriale che si estende a nord-ovest della provincia milanese.

L’asse e la volontà di guardare a occidente, verso Torino e la Francia era già stato ambiziosamente delineato da Napoleone. Il Sempione rappresentava, infatti, la via di collegamento più breve tra le fiere nello Champagner nella Francia settentrionale ed i centri commerciali dell’Italia settentrionale, in particolare Milano.

Oggi le vie di collegamento si sono rafforzate e guardano all’Europa da ovest ad est e le strategie infrastrutturali sono state accompagnate e confermate da importanti opere quali il nuovo Polo della Fiera, e le trasformazioni delle aree limitrofe che come un puzzle proiettano Milano in una nuova dimensione internazionale.

Il nuovo edificio, assieme alle due torri, progettate dall’architetto Dominique Perrault e localizzate a sud del complesso fieristico, vuole essere un segno visibile da lontano. Una sorta di nuovo riferimento visuale a scala territoriale in un paesaggio destrutturato che ne è privo.

Rappresentatività Architettonica

Due in uno.
Uno e trino.

~ Atelier(s) Alfonso Femia

La Torre Orizzontale dialoga con il complesso fieristico e si caratterizza per dimensione e orizzontalità. Questi aspetti, legati alla frontalità dell’accesso sud e alle prospettive urbane sulla promenade, all’uscita della metropolitana e sulle principali infrastrutture ad est, portano alla scelta di proporre una torre orizzontale (132,65 mt x 48,10 di altezza x 16 di profondità su un basamento a +120 cm).

Questa si relaziona in maniera differente a sud-est e nord-ovest (ovvero sull’asse longitudinale di giacitura dell’edificio).

La Torre Orizzontale e il Palazzo verticale (sommatoria di due palazzi) sono le due anime che rendono rappresentativo e simbolico l’edificio, senza prevalere, senza soggiacere.

Composizione volumetrica della Torre Orizzontale

La Torre Orizzontale presenta un criterio compositivo classico: basamento, elevazione e coronamento. Il primo accoglie e separa i flussi di persone e l’interpiano a doppia altezza crea una sospensione. All’ultimo piano, oltre al tetto-giardino sono presenti una piattaforma di 25 metri di diametro per l’atterraggio degli elicotteri e un impianto fotovoltaico.

L’edificio è costituito da una struttura portante in acciaio, realizzata con colonne pendolari compresse e con travi in semplice appoggio. Lastre alveolari precompresse da 30 cm di altezza e getto collaborante in calcestruzzo di 5 cm sono state posate su travi ad ali differenziate. La stabilità globale nei confronti delle azioni orizzontali da vento e sisma è garantita dai nuclei scale-ascensori in calcestruzzo, ai quali, dunque, queste azioni sono trasferite dai solai infinitamente rigidi.

Facciate dalle Cromie dorate e cangianti

Dall’alba al tramonto.

~ Atelier(s) Alfonso Femia

Le facciate si sviluppano su una superficie di 12.000 mq e sono di tre tipologie. Conferiscono un aspetto dorato e cangiante all’edificio, in una perfetta sintesi tra tecnica ed estetica.

La prima, di circa 3.500 mq, si trova nella parte frontale sinistra dell’edificio ed è stata realizzata con cellule in alluminio a sviluppo verticale, secondo il sistema costruttivo della doppia pelle. La pelle interna svolge una funzione di isolamento termico ed acustico ed è dotata di elementi vetrati grigi mentre la pelle esterna più leggera, svolge la funzione di frangisole, utilizzando l’innovativo trattamento magnetronico e vetri stratificati.

La seconda tipologia di facciata di circa 2.500 mq, che si sviluppa nella parte frontale destra dell’edificio, è stata realizzata con cellule metalliche, a sviluppo orizzontale e a pelle singola.

In ultimo, nella parte posteriore dell’edificio è stata realizzata una facciata cieca coibentata e ventilata di circa 6.000 mq rivestita da pannelli in fibrocemento sempre con colorazione gold.

La scelta dei materiali e la posizione degli stessi sono frutto di un attento lavoro di analisi, condotto dallo Studio e FRarchitettura rispetto all’orientamento e alla posizione del sole durante la giornata e sia gli elementi vetrati sia i metallici sono stati studiati con una inedita colorazione dorata conferendo all’edificio un aspetto unico.

Nel territorio aperto la luce naturale diviene materia capace di trasformare le percezioni di un paesaggio sia esso naturale o creato dall’uomo. Nella condizione particolare della Fiera, un orizzonte dove la luce si inserisce e si riflette tra bianchi, grigi e punti di colore, essa può diventare una materia cangiante, da nord a sud, da est ad ovest, enfatizzando il colore intenso dell’alba e del tramonto.

Il nuovo edificio si definisce con il colore dell’oro, dove la sua preziosità è riferita al tema della luce solare e dei suoi riflessi, della capacità di definire una atmosfera di trasparenze, opacità, specchiature e semitrasparenze con il suo intorno, nelle prospettive territoriali che attraversano l’area a differenti velocità e in tutte le ore del giorno.

~ Atelier(s) Alfonso Femia

La Torre Orizzontale sul fronte della sostenibilità

La scelta dello Studio è stata quella di creare un unico organismo, articolato in due edifici separati, in modo da raggiungere in maniera soddisfacente tutti gli obiettivi richiesti in fase di gara in termini d’efficienza distributiva, gestionale ed energetica.

Sul fronte della sostenibilità ambientale, le soluzioni adottate per la Torre Orizzontale non hanno solo lo scopo di ridurre i consumi d’acqua ed energia (impiegando al massimo fonti rinnovabili, infatti, l’edificio rientra in classe energetica A), ma anche di migliorare le condizioni di benessere degli occupanti, dal punto di vista termico, acustico, visivo e di completa fruizione degli spazi.

L’involucro della torre orizzontale non è stato concepito come un sistema rigido e omogeneo, bensì flessibile e modulare. Questo consente all’edificio di reagire in maniera efficace ed è efficiente alle diverse sollecitazioni provenienti dall’ambiente in cui è inserito.

La superficie complessiva dell’edificio è di circa 15.000 mq di cui 8300 per le parti visive e con utilizzo di prodotti magnetronici selettivi. Questi danno all’interno in ogni punto del fabbricato la stessa percezione di luce, avendo, al contempo, elevate prestazioni energetiche ed acustiche.

La trasmittanza termica è stata contenuta entro valori molto bassi sensibilmente inferiori così come previsto dalle norme vigenti dalle normative regionali.

Nell’ambito della progettazione, sono stati anche ripensati gli spazi esterni: un sistema articolato di rampe, scalinate e piani inclinati, costituisce il basamento su cui poggiano gli edifici e rappresenta una sorta di “soglia” che separa lo spazio interno da quello esterno. Il basamento e il foyer sono di marmo del tipo “Nero Michelangelo”, su cui si innestano le scale bianche, rifinite in travertino.

Gli spazi esterni sono trattati prevalentemente a verde, mentre un sistema d’illuminazione a grappolo differenzia i percorsi pedonali da quelli automobilistici.

Un basamento nero e un coronamento verde inquadrano un dispositivo percettivo ed emozionale che rimanda oniricamente all’uso dell’oro nella pittura italiana dal Beato Angelico al contemporaneo Kounellis.

~ Atelier(s) Alfonso Femia

I numeri dell’intervento e i credits:

luogo
largo Metropolitana, 1 – 20017 Rho, Milano

committente
Sviluppo Sistema Fiera spa

general contractor
Italiana Costruzioni spa (Gruppo Navarra)

capogruppo mandatario progettazione
Alfonso Femia con 5+1AA (now Atelier(s) Alfonso Femia)

progetto architettonico e paesaggistico
Alfonso Femia con 5+1AA (now Atelier(s) Alfonso Femia)
con
Jean-Baptiste Pietri Architectes

viabilità e infrastrutture
IQuadro Ingegneria (Stefano Migliaro, Luca Romano)

ingegneria impiantistica
AI Engineering, AI Studio

responsabile del progetto
Raffaella F. Pirrello

design team
Simonetta Cenci, Raffaella F. Pirrello, Gabriele Filippi, Alessandro Bellus, Lorenza Barabino, Luca Bonsignorio, Stefania Bracco, Sara Massa, Carola Picasso, Francesca Recagno

Direzione Artistica
Alfonso Femia, con 5+1AA, Raffaella F. Pirrello

programma
nuove strutture direzionali di Sviluppo Sistema Fiera spa a Rho, Milano

superficie
superficie totale:
25.730 m2
superficie lorda:
21.000 m2
superficie edificabile:
4.800 m2
altezza:
54 m
parcheggi:
180 auto
4 bus
100 taxi
700 moto

costo
32.000.000,00 euro

calendario
progetto
2008-2010

fotografie
Ernesta Caviola

note
concorso internazionale ad inviti: progetto vincitore

HQE – Classe Energetica A

premio Internazionale d’architettura del Chicago Athenaeum per il miglior global design 2011

fine lavori
2010