Bì La Fabbrica del gioco e delle arti - Cormano | image courtesy of AF517 | photo ©Ernesta Caviola

Bì – La Fabbrica del Gioco e delle Arti

Cormano, Milano (IT)

© Autore: Arch. Francesco De Fazio

Bì – La Fabbrica del Gioco e delle Arti è stata a lungo sede del Museo del Giocattolo e del Bambino, oggi chiuso a Cormano dopo oltre 30 anni di attività (fu inaugurato da Bruno Munari) per trasferirsi a Firenze.

Presentava una delle più importanti raccolte europee di Giocattoli d’epoca, frutto di oltre mezzo secolo di appassionata ricerca. Migliaia di pezzi, esposti a rotazione, seguendo percorsi cronologici e tematici. Tre secoli di Storia, dal 1700 agli anni ’70 del novecento, per proteggere e conservare la memoria dell’Infanzia. L’esposizione comprendeva anche numerosi reperti, documenti, testimonianze.

I giocattoli rigorosamente originali e perfettamente funzionanti indagavano ogni aspetto ludico: Bambole e soldatini, modellini di ogni sorta, giochi da strada e da tavolo, libri e fumetti, fino ai primi videogames.

Museo del giocattolo e del Bambino, il luogo dello stupirsi

L’edificio de “La Fabbrica del Gioco e delle arti” che ospitava la collezione del museo del giocattolo, è frutto di un Concorso. I progettisti si sono posti quindi l’obiettivo di creare uno spazio, un edificio pubblico, la trasformazione di una antica fabbrica presente nella memoria collettiva, un luogo capace di rendere comune la gioia del divertimento, dell’apprendere, del giocare. Dello stupirsi appunto.

“Il grande animale misteriosamente arrivato dal mondo di Rousseau e Salgari nella periferia di Milano, sembra appartenere ai grandi sogni dell’infanzia. Come nella trama e nelle immagini di “Nel paese dei mostri selvaggi” (Spike Jonze, USA 2009, un film basato sul libro scritto da M. Sendak), dove la fuga dalla famiglia e l’incontro con un mondo di mostri, più o meno buoni, si trasforma in un viaggio di conoscenza, interiore piuttosto che educativa e pedagogica.
~ Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia

Il recupero di un edificio esistente, la zebra zulù

Dall’edificio esistente, un cotonificio di inizio Novecento, si allunga un nuovo corpo sospeso a coprire la nuova piazza esterna. Le funzioni interne della costruzione, che comprendevano il museo del giocattolo, la biblioteca per ragazzi e una sala teatrale, erano disposte all’interno di questo involucro, rinforzato da un ordine gigante di setti che consolidano la vecchia fabbrica e sostengono le nuove scatole.

Le bucature vetrate rendono l’edificio estroverso, per consentire la penetrazione della luce. Gli impianti si concentrano sulla copertura, in un piano orizzontale che conserva il carattere dell’edificio industriale e al tempo stesso si integra perfettamente al nuovo skyline della parte museale, una scatola da cui escono i lucernari tronco conici per catturare la luce.

 

La Piazza generata dalle zampe

All’esterno, l’edificio si pone in dialogo e a completamento del quartiere di Cormano. I grandi pilastri che sorreggono la superficie museale soprastante generano, unitamente alla copertura stessa, una piazza coperta che va a creare un unicum tra le parti pedonali e la strada stessa che transita al di sotto di essa.

Le scalinate di accesso fungono come da collegamento tra altezze diverse in un rimando interno-esterno continuo. Come i bambini trovano in ogni luogo, anche il più insignificante, uno spazio per il gioco, l’edificio si appropria dello spazio urbano. Il tutto completato dal grande gioco dell’oca sulla superficie asfaltata a lato dell’edificio.

I numeri dell’intervento e i credits:

committente
Comune di Cormano

progetto
Alfonso Femia con 5+1AA (ora Atelier(s) Alfonso Femia)
con Area Progetti

architetti
Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Domenico Racca, Simonetta Cenci

progetto e direzione allestimenti
Alfonso Femia con 5+1AA (ora Atelier(s) Alfonso Femia), David Palterer

ingegneria strutturale
Buonomo Veglia srl

ingegneria impiantistica
Ferro & Cerioni

direzione lavori
Alfonso Femia con 5+1AA (ora Atelier(s) Alfonso Femia)

responsabile di progetto
Ilaria Sisto

design team
Lorenza Barabino, Luca Bonsignorio, Cristina Leboffe, Sara Massa, Anna Patti, Valeria Parodi, Carola Picasso, Laura Vallino, Sara Traverso

programma
riqualificazione ed ampliamento di un ex edificio industriale: Bi La fabbrica del Gioco e delle Arti – museo del giocattolo e del bambino, centro per l’infanzia, biblioteca, teatro, caffetteria

superficie: 2.000 m2
volume totale: 10.350 m3
lunghezza volume fuori terra: 89 m
altezza fuori terra: 14,5 m
ingresso-caffetteria: 150 m2
teatro: 360 m2
biblioteca: 200 m2
museo: 400 m2
uffici: 200 m2
laboratorio teatrale: 200 m2